Verso lo zero

bidoni

Con l'emanazione del Decreto Ronchi del 1997, la Legge 22/1997 stabiliva che "gli oneri relativi alle attività di smaltimento dei rifiuti sono a carico del detentore", disciplinando di fatto la gestione dei rifiuti agricoli sulla base dei principi e delle linee di intervento fissati dalle nuove direttive comunitarie, che rientravano nei Piani di Sviluppo Rurale a sostegno dell’agricoltura.
Il "modello" di riferimento cui affidare il servizio per superare la situazione critica in cui versavano lo stoccaggio e la gestione dei rifiuti presso la gran parte delle aziende agricole italiane, è diventato, già dalla sua nascita, Cascina Pulita: nasce nel 2004 come azienda specializzata nel recupero ambientale del settore agricolo, offrendo un servizio completo di raccolta, cernita, valorizzazione e smaltimento dei rifiuti prodotti dalle imprese agricole e di allevamento.
Cascina Pulita è sempre stata in grado di recuperare e riciclare tutti i prodotti provenienti dalle lavorazioni agricole, tranne i contenitori contenenti sostanze pericolose: contenitori vuoti di agrofarmaci, sacchi di seme trattati, agrochimici contenenti sostanza pericolose.
Per poter recuperare e valorizzare il 100% di questi prodotti, è necessario infatti poter effettuare il lavaggio dei contenitori prima del loro recupero, così come previsto dalla normativa, anziché destinarli all’incenerimento.

Con il progetto "Zero scarti", Cascina Pulita ha l'importante obiettivo di raggiungere l'impatto zero. Per questo, nel 2013, è stato realizzato, nella sede di Borgaro, l’impianto Clean Wash. Un progetto di eccellenza che ha previsto l'acquisto di un apposito stabile, adibito a lavaggio contenitori: operazione che permette l'azzeramento completo degli scarti nell'attività agricola.
In questo modo, lo scarto diventa RICICLABILE, assolutamente inerte e non più dannoso per l'ambiente.
Un caso di eccellenza assoluto, primo in Italia.